Gustave Moreau (1826-1898)

Gustave Moreau nasce a Parigi il 6 aprile 1826, da genitori molto ricchi.
Studia all'École des Beaux-Arts, ma il suo esordio non è particolarmente brillante. Nel 1857 decide di compiere un viaggio di studio in Italia, nel corso del quale stringe amicizia con Degas e Elie Delaunay. Dopo il suo ritorno a Parigi riprende a lavorare e nel 1864 espone al Salon un'opera che suscita l'ammirazione generale e viene premiato con una medaglia: "Edipo e la Sfinge"; il quadro infatti viene subito acquistato dal principe Napoleone.
In seguito le due opere esposte al Salon del 1869, il "Prometeo" e "Giove ed Europa", tuttavia non riscuotono grandi consensi. In generale l'opera di Moreau non coinvolge immediatamente il pubblico, e la critica si dimostra più volte perplessa davanti alle sue prime grandi tele.
Durante la guerra franco-prussiana del 1870-1871 Moreau prepara un polittico sul tema della Francia sconfitta che alla fine abbandona. Oggi non rimangono che una serie di schizzi di una composizione molto allegorica, con descrizioni rabbiose, dove è evidente la ricerca di un nuovo modo di concepire il dipinto in maniera simbolista. A seguito poi dei turbolenti avvenimenti politici, Moreau si ritira dalla vita pubblica, ma nel 1874 è invitato da Philippe de Chennevières a partecipare alla decorazione del Pantheon. Quando nel 1876 l'artista presenta le sue nuove opere, in particolare "Salomè", queste provocano nuovamente grande clamore.
A partire dal 1879 Antoni Roux gli commissiona una serie d'acquerelli che illustrano le Favole di La Fontaine. Nel 1888 viene eletto all'Académie des Beaux-Arts e tre anni dopo diventa professore all'École des Beaux-Arts. Nel 1895 decide di creare un museo che accoglierà le sue opere poi ceduto allo Stato. Moreau muore il 18 aprile 1898.

L'interpretazione simbolista di Gustave Moreau, se approfondita con la giusta attenzione, sembra addirittura preludere la futura chiave di lettura freudiana. Egli infatti realizza opere frutto di riferimenti biblici e mitologici, elaborate con una buona dose di tecnica e di immaginazione.
Quando affronta in più versioni il tema di Salomè, realizza una serie di composizioni, soffermandosi sui vari personaggi, come per rivelare tutti gli stati d'animo di fronte all'evento, fino alla scena dell'Apparizione, nella quale la testa insanguinata di Giovanni Battista si solleva dal piatto come immagine emblema del rimorso, o piuttosto come simbolo di una presenza che continua a vivere al di là della morte fisica.
Significativa è anche la figura di re Erode, nascosto nell'ombra con lo sguardo vuoto: essa presenta le stesse caratteristiche che un'altro artista, Hyppolite Flandrin, ha usato per ritrarre l'imperatore Napoleone III, l'uomo responsabile della disfatta della Francia nella guerra franco-prussiana. Anche in questo caso è evidente il carattere simbolico della rappresentazione, riferito ad avvenimenti storici del suo tempo, che segnano un periodo decadente dal quale Moreau non riesce a distogliere il suo pensiero, tanto da manifestarlo in quasi tutte le sue opere.