Post-Impressionismo (1880-1905)

Mentre l'Impressionismo si configura come lo stile del tempo, che domina in tutte le arti, l'ultimo stile europeo che conta su un generale consenso del gusto, il Post-Impressionismo rappresenta un periodo eterogeneo, dallo stile non unitario, che comprende diverse espressioni artistiche e indica la varietÓ di ricerche che si diffondono in particolare in Francia, tra il 1880 e il 1905.
"Postimpressionismo" quindi Ŕ un termine convenzionale, usato per individuare le molteplici esperienze figurative sorte dopo l'impressionismo. La definizione fu coniata dal critico inglese Roger Fry nel 1910, in occasione di una mostra, tenutasi a Londra nello stesso anno, in cui vennero esposte opere di CÚzanne, Gauguin e Van Gogh. Oltre a questi artisti, nell'alveo del Post-Impressionismo vengono collocati abitualmente anche Henri de Toulouse-Lautrec e i Pointillistes Georges Seurat e Paul Signac.
Sebbene il loro lavoro si basa sulla ricerca tecnica e cromatica degli Impressionisti, essi non avvertono pi¨ l'esigenza di riflettere la consistenza degli oggetti e della natura attraverso il colore e gli effetti luminosi, cercano invece il superamento di questa esperienza e danno corpo a una visione del mondo sempre pi¨ soggettiva.
In questi anni la nascita della fotografia mette a disposizione uno strumento di riproduzione della realtÓ che va ad occupare uno dei campi specifici per cui era nata la pittura. Che l'arte avesse per mezzo espressivo la riproduzione della realtÓ visibile, con obiettivo qualitativo finale il perfetto naturalismo, era un dato implicito e costante di tutta l'esperienza artistica occidentale. Questo dato culturale di fondo si rompe proprio nel corso del XIX secolo, quando le nuove scoperte scientifiche e tecnologiche portano alla nascita della fotografia e poi del cinema, perfezionando allo stesso tempo le tecniche della riproduzione a stampa: mezzi che registrano e riproducono la visione ottica con una fedeltÓ e velocitÓ a cui nessun pittore potrÓ mai giungere.
Competere con la fotografia sul piano del naturalismo sarebbe stato perdente e perfettamente inutile. La pittura doveva trovare un'altra specificitÓ che non fosse quella della riproduzione naturalistica. ╚ quanto, sul piano tecnico, fanno i pittori dell'impressionismo ed Ŕ quanto, sul piano dei contenuti, faranno i pittori della fase successiva.
Agli inizi del Novecento, l'arte, ed in particolare la pittura, hanno completamento cambianto funzione: non riproducono, ma comunicano.
Ovviamente anche l'arte precedente, da sempre, comunicava. Tutto ci˛ che rientra nell'ambito della creativitÓ umana Ŕ anche comunicazione. Solo che nell'arte precedente questa comunicazione avveniva sempre per il tramite della riproduzione del visibile. Ora, dal postimpressionismo in poi, l'arte si pone solo ed unicamente l'obiettivo della comunicazione senza pi¨ porsi il problema della riproduzione. Ovvero, l'arte serve a mettere in comunicazione due soggetti - l'artista e lo spettatore - utilizzando la forma che Ŕ, essa stessa, realtÓ, senza riprodurre la realtÓ visibile.


Il Pointillisme
Il desiderio di misurarsi con il rigore scientifico, nel tentativo di dare nuove regole al processo visivo e operativo della pittura, per adeguarla allo spirito del tempo moderno, fu avvertito in particolare da due artisti francesi: Georges Seurat e Paul Signac.
Essi si propongono di realizzare una espressione artistica fondamentalmente coerente e di continuitÓ rispetto all'Impressionismo, infatti la loro corrente Ŕ anche detta Neoimpressionismo.
La loro attenzione si rivolge soprattutto agli scienziati: ai chimici che arrivano a sostenere "che il colore Ŕ sottoposto a regole sicure che si possono insegnare come le note musicali"; ai fisici che studiano la legge del contrasto simultaneo dei colori, secondo la quale due colori complementari affiancati si esaltano e mescolati si spengono, tendendo al grigio, inoltre che un colore non esiste di per sÚ, ma solo in rapporto agli altri che gli stanno intorno.
La tecnica dei Pointillistes, si basa su una sistematica frantumazione della pennellata: piccoli tratti, "punti", di colore puro vengono applicati sulla tela in base alla legge del contrasto simultaneo appena citato, in modo da ricomporre a distanza, nell'occhio dell'osservatore, l'unita del tono senza le inevitabili impuritÓ dell'impasto.


Le grandi individualitÓ
Nell'ultimo ventennio dell'800, CÚzanne, Gauguin e Van Gogh, anche se non raggruppati in movimenti artistici, lavorano autonomamente a ricerche altrettanto importanti di quelle espresse dai vari gruppi, e anch'essi fondano le basi dalle quali i movimenti e gli artisti del XX secolo dovranno partire.

CÚzanne mette in risalto le qualitÓ strutturali del soggetto, dipingendo nature morte e paesaggi con una forte enfasi sui volumi e sui rapporti di superficie. Con la sua capacitÓ di esaltare le qualitÓ geometriche dei corpi, modellate attraverso la plasticitÓ del colore, CÚzanne anticipa le ricerche del cubismo.

Gauguin, attento al recupero della freschezza dell'arte popolare primitiva, produce sintesi assai originali, nelle quali, alle campiture in tinte piatte, si affiancano motivi ornamentali.

Van Gogh si accost˛ alla natura avvalendosi di colori vivi, spesso stridenti, destinati a produrre emozioni profonde e molto intense. Con la sua pittura carica di tensioni cromatiche e di forza espressiva, diverrÓ un importante punto di riferimento per tanti artisti: il precursore dell'espressionismo.

Toulouse-Lautrec fu particolarmente influenzato dalle asciutte composizioni delle stampe giapponesi e la sua produzione si distingue per la forza delle linee e un accorto uso delle tinte piatte.