Vincent Van Gogh (1853-1890)

Figlio di un pastore calvinista, nasce a Zundert nell'Olanda del sud nel 1853.
Dopo aver tentato, senza successo, di diventare dapprima un commerciante d'arte, poi un insegnante e infine un sacerdote, decide di dedicarsi, all'età di 27 anni, alla pittura e al disegno. Soprattutto mira a perfezionare la tecnica della pittura a olio. I soggetti principali di questo primo periodo sono i contadini che vivono nelle vicinanze, verso i quali egli prova rispetto e ammirazione per la dignità con cui conducono le loro povere esistenze. Il coinvolgimento di Van Gogh nei confronti della realtà rurale e della vita contadina traspare dai quadri scuri, quasi monocromatici, dalle spesse pennellate; questi evocano la cromaticità della terra come elemento dei campi coltivati e delle umili abitazioni, come nell'opera I mangiatori di patate.


Gli anni di Parigi
Sempre con l'intento di migliorare se stesso e avendo ormai esaurito l'ispirazione della sua terra natale, Van Gogh decide di trasferirsi a Parigi. Vi arriva nel 1886 e rimane profondamente colpito dallo stile degli impressionisti (Degas, Monet, Renoir, Pissarro, Seurat e Sisley): la gamma di colori si schiarisce e si arricchisce di vibranti tonalità.
Partendo dalla libertà nell'uso del colore, conquistata dagli impressionisti negli anni precedenti, egli si spinge oltre, semplificando il gesto e le pennellate, usando il colore come una forma plastica e servendosi di esso in maniera arbitraria per attribuire al quadro una carica emotiva sempre più forte. L'opera si fa sempre meno decorativa e sempre più violenta metafora del reale. Nonostante ciò non riesce a trovare tra gli impressionisti un comune interesse nella ricerca della rappresentazione della realtà.


Nel sud della Francia
Van Gogh perde sempre più contatto con il mondo esterno e con gli altri artisti, proseguendo da solo nel suo percorso di indagine dell'espressione e della profonda sostanza delle cose.
Dopo due anni trascorsi a Parigi, nel 1888 si trasferisce a sud, ad Arles, alla ricerca tra l'altro di un clima più caldo e favorevole alla sua pittura di paesaggio. Qui dipinge alcuni tra i più grandi capolavori della sua carriera, tra cui Notte stellata e Campo di grano con corvi, alternando fasi di produzione artistica a fasi di depressione che lo porteranno poi al suicidio.
Filo conduttore della ricerca pittorica di Van Gogh rimane l'indagine della realtà più vera delle cose e del loro più profondo significato. La società del 19° secolo tuttavia si dimostra non ancora pronta ad accettare la sincerità rappresentativa di Van Gogh. Infatti, i turbamenti interiori che si colgono nella maggior parte delle sue opere, costituiscono il presupposto per la nascita delle future correnti artistiche. In particolare l'Espressionismo, che si diffonderà in diversi Paesi eurpoei, si rifà all'esperienza e alla ricerca di Van Gogh, caratterizzata dal distacco dalla rappresentazione oggettiva della realtà, a favore di un modo più soggettivo e interiore di vedere il mondo.