Impressionismo (1864)

L'Ottocento è caratterizzato dall'entrata dell'economia nello stadio del grande capitalismo con la lenta nascita di un sistema rigidamente organizzato e razionalizzato. Contemporaneamente, gli enormi progressi della tecnica migliorano i metodi produttivi.
Tutto ciò non è tuttavia in grado di mascherare l'intima crisi di quel tempo, anzi la crisi stessa è da considerarsi tra gli stimoli più determinanti delle nuove conquiste. In particolare il rapido sviluppo tecnico non affretta soltanto il variare delle mode, ma anche il mutare del gusto artistico: esso determina una diversa concezione del mondo, che si esprime anche nella vita delle nuove realtà urbane, vere e proprie metropoli moderne, terreno in cui l'arte nuova affonda le sue radici.
L'Impressionismo è l'arte urbana per eccellenza e non solo perché scopre la città e dalla campagna verso la città riporta la pittura di paesaggio, ma anche perché vede il mondo con gli occhi del cittadino, secondo una logica nevrotica e frenetica, comunque educato alla tecnica moderna: esso concepisce la sua vita come lotta e competizione che traduce in movimento e mutamento ogni forma vivente.
Il metodo impressionista, con i suoi mezzi e i suoi "trucchi", mira ad esprimere questa visione dinamica, sottolineando che la realtà non è un essere, ma un divenire. Ogni cosa stabile e coerente, si trasforma in un processo dinamico tanto da assumere un volto non-finito e imperfetto.
Con queste premesse inizia la storia della moderna rappresentazione pittorica e prospettica, che trasforma il vedere in atto soggettivo: un mondo di fenomeni che si rinnova per innumerevoli e impercettibili passaggi, dove la sola cosa che cambia è il punto di vista dell'osservatore, dove rispetto alla vita è più importante l'atteggiamento.


Lo stile e il metodo
Come stile l'Impressionismo è un fenomeno singolarmente complesso, in quanto ogni arte precedente era il risultato di una sintesi, mentre l'Impressionismo lo è di un'analisi: invece che l'immagine totale, esso rappresenta i singoli elementi di cui si compone la conoscenza del soggetto, fino ad ottenere un'omogeneità dell'immagine solo e puramente visiva. Nulla è più tipico in un dipinto impressionista del fatto che si debba osservarlo da una certa distanza.
La traduzione in superficie del volume dei corpi e delle forme plastico-spaziali, è un ulteriore passaggio della pittura Impressionista, come conseguenza di un metodo che serve ad accentuare maggiormente gli effetti cromatici e a trasformare la superficie del quadro in un'armonia di effetti di colore e di luce, dove la realtà viene semplificata in un sistema di macchie, senza contorno. Lo spazio viene assorbito e allo stesso tempo si dissolve la struttura dei corpi. È indiscutibile che in questo modo la rappresentazione acquisti, in luogo della chiarezza e dell'evidenza, energia e fascino sensuale, e questo costituisce un aspetto fondamentale della ricerca impressionista.
Altra caratteristica, infine, della visione impressionista è quella di mostrare i colori non come qualità concrete, legate al singolo soggetto, ma come fenomeni cromatici astratti e immateriali.


Gli artisti e il programma
La prima collettiva del gruppo, organizzata da Degas come mostra di artisti "Indipendenti", ebbe luogo nel 1874, nello studio del fotografo Nadar, dopo ben tre anni di "messa al bando" dalle manifestazioni ufficiali: esso era composto da Cézanne, Degas, Monet, Morisot, Pissarro, Renoir e Sisley.
Oltre che a organizzare mostre fuori dai canali ufficiali, avevano in comune un programma operativo che stabiliva il rifiuto dell'arte accademica, del lavoro in studio, delle regole compositive tradizionali, dell'obbedienza alla forma e al disegno, il disinteresse per ogni tipo di soggetto al di fuori del paesaggio, l'attenzione per la pittura dal vero (o, meglio, en plein-air), l'analisi e la ricerca sulle problematiche della luce e dei colori complementari. Dal 1876 per dieci anni, si susseguirono nella galleria di Durand-Ruel le collettive del gruppo; ma, nel momento in cui il successo cominciava ad arrivare, iniziarono dissensi ed abbandoni che diedero l'avvio a nuove esperienze. Cézanne fu tra i primi ad avverire l'esigenza di andare oltre l'Impressionismo e di diversificare la sua sperimentazione. Intanto Paul Signac e Geoges Seurat iniziavano un nuovo corso, interessandosi alle teorie scientifiche ed al rigore estetico, in contrapposizione all'empirismo impressionista.