Camille Pissarro (1830-1903)

Camille Pissarro, nato a Saint Thomas, giunge in Francia nel 1842 per studiare nel colleggio Savary di Passy. Rientrato in patria nel 1848, lavora con il padre fino al 1852, anno in cui decide di partire per il Venezuela con il pittore danese Fritz Melbye. Nel 1855 si trasferisce definitivamente a Parigi dove si forma accademicamente e conosce Monet. Nel 1861 conosce Cézanne, con cui espone qualche anno dopo presso il Salon des Refusés. La sua carriera attraversa, negli anni seguenti, delle fasi alterne: rifiutato nel 1867, riesce a presentare due paesaggi nell'anno successivo, grazie a Daubigny.
Nel 1870 vi è l'invasione prussiana e lui si rifugia a Londra dove ritrova l'amico Monet. Tornato in Francia nell'estate del 1871 si stabilisce a Pontoise, dove viene raggiunto da Monet e Guillaumin, per poi, nel 1874, prendere parte alla prima esposizione degli impressionisti. Nel 1877 conosce Gauguin con cui lavora a Pontoise nel 1881.
La sua prima mostra personale viene organizzata nel 1883 dal mercante Durand Ruel. Tra il 1893 ed il 1899 lavora ad alcune vedute che hanno come soggetto strade e piazze di Parigi. Negli ultimi periodi della sua vita soggiorna spesso nelle località dell' impressionismo: Moret, Dieppe e Le Havre, dove realizza l'ultima serie dedicata al porto, alcuni mesi prima della morte che avviene a Parigi nel 1903.


L'arte di Pissarro più da vicino
Come prima accennato, Pissarro, si forma a Parigi all' Ecole des Beaux-Arts ed all' Académie Suisse, i suoi primi modelli sono Corot e Daubigny. A metà degli anni sessanta egli elimina il colore nero dalla propria tavolozza, facendosi così promotore della pittura naturalista con l'adesione alla pittura di luce, di macchia, di colori non sfumati. Attento all'opera di artisti più giovani, non esita ad adottare, in seguito, la tecnica del pointilliste che, però, negli anni novanta abbandona per tornare alla maniera impressionista. È costante, tra le sue opere, il forte interesse per la vita moderna, fatto testimoniato dalla presenza di numerosi paesaggi industriali e di metropoli. Tra queste figura la serie di quindici dipinti che l'artista realizza dalla sua stanza al Grand Hotel du Louvre, accanto al Palais Royal: le opere ritraggono l'incrocio tra l'Avenue de l'Opéra e la Rue saint Honoré, colme di folla; le strade sono riprese sotto l'effetto della nebbia, della pioggia, della neve, del sole mattutino e pomeridiano. In "Avenue de l'Opéra, sole, mattino d'inverno", la luce cruda della mattina è filtrata come se giungesse da dietro le spalle dello spettatore. Le ombre, secondo i precetti impressionisti, non sono ottenute mescolando il nero al colore, ma utilizzando toni più intensi. Ricordiamo, quindi, Camille Pissarro come l'impressionista che ha saputo rendere la metropoli moderna.