L'opera riformatrice del re Numa

LATINO:
Augur Numam in arcem Capitolii duxit et sic numen deorum oravit: "Iuppiter,
mortalium et immortalium pater et rex, hunc hominem deligimus: rex noster
erit. Nunc certa auspicia tuae voluntatis axspectamus". Auspicia secunda
fuerunt; 'Numam' plebs et patres regem declamaverunt et sic optimates et
plebs discordiis et simultatibus finem posuerunt. Numa primus Romae legislator
fuit. Feram Aeneadum multitudinem mitigare statuit armorum desuetudine,
religione et pacis moribus. Quamombrem in urbe Roma templa, caerimonias
miras, sacerdotes, flamines et pontificem maximum constituit. Praeterea
novas leges dedit atque dies fastos et nefastos divisit. Ita civium pectora
pietate sapientiaque imbuit et imperium lenitate, moderatione et verecondia
exercuit nec umquam bellum finitimis civitatibus movit. Populus igitur sponte
mores suos ex exemplo regis formavit.


TRADUZIONE:
L'indovino condusse Numa alla rocca capitolina e pregò la volontà degli
dei : "Giove, padre e re dei mortali e degli immortali, scegliamo quest'uomo
: sarà il nostro re. Ora aspettiamo gli auspici sicuri della tua volontà".
Gli auspici furono favorevoli; 'Numa' elessero re il popolo e i senatori
e così gli ottimati e il popolo posero fine alle discordie e alle rivalità.
Numa fu il primo legislatore di Roma. Si mise in testa di mitigare le moltitudini
di romani selvaggi con il disuso delle armi, con la religione e i costumi
di pace. Perciò nella città di Roma fondò templi, meravigliose cerimonie,
sacerdoti, flamini e un Pontefice massimo. Inoltre applicò nuove leggi e
divise i giorni in fasti e nefasti. Così imbevve le anime dei cittadini
con pietà e sapienza e amministrò l'impero con moderazione e rispetto e
non mosse mai alcune guerre alle città vicine. Il popolo da allora adeguò
le sue usanze all'esempio del re.