Ulisse ed Eolo

LATINO:
Postquam ad Aeolum regem, Hellenis filium, pervenit, Ulixes hospitio libere
acceptus est. Ab Iove magna potestas Aeolo tradita erat, ut ventos, prudenti
iussu, gubernaret. Aeolus folles ventorum plenos Ulixi muneri dedit, ut
in difficili reditu Ithacensis vir adiuvaretur. Socchi vero folles clam
et improvvide solverunt: nam aurum et argentum in culleis quaerebant. Ut
folles soluti sunt, Ulixis naves, quae iam Aeoli regnum reliquerant et maria
percurrebant, ventorum impetu rursus ad Aeolum retractae sunt. Rex, ut iterum
vidit ulixem cum stultis comitibus, immoderata ira incensus est; vi Ulixem
e portu eiecit, ut sine ausilio in patriam navigaret, quod Graecus vir numen
deorum infestum habebat.


TRADUZIONE:
Dopo che fu arrivato dal re Eolo, figlio dell'ellade, Ulisse fu ricevuto
liberamente come ospite. Da Giove era stata trasmessa una grande potenza
a Eolo, affinché potesse governare i venti con un comando prudente.
Eolo diede in dono a Ulisse dei sacchi pieni di venti, per aiutare l'uomo
di Itaca nel difficile ritorno.
I compagni slegarono incautamente e di nascosto i sacchi: infatti cercavano
oro e argento nei sacchi. Quando i sacchi furono aperti, le navi di Ulisse,
che avevano lasciato il regno di Eolo e percorrevano i mari, furono costrette
a tornare indietro dalla spinta dei venti dipolo.
Il re, quando vide di nuovo Ulisse con gli stolti compagni, provò una smisurata
rabbia: cacciò Ulisse dal porto con la forza, afinchè navigasse in patria
senza aiuto, poiché l'uomo greco aveva infestato una potenza divina.