Il Classicismo

Il Barocco, pur dominando largamente la poesia del Seicento, non ne esaurisce tuttavia l'intera esperienza: gli si affianca il cosiddetto classicismo, una variante minoritaria ma da non sottovalutare per gli importanti sviluppi e per la posizione egemone che assumerà nel secolo successivo. In realtà il classicismo non costituisce una vera e propria alternativa al Barocco, ma solo un percorso diverso per raggiungere gli stessi scopi: l'obiettivo che si propongono i poeti classicisti continua infatti a essere quello della novità e del superamento di una tradizione che anch'essi avvertivano del tutto inadeguata a esprimere la sensibilità moderna. A differenza dei barocchi, però, i classicisti cercano di costruire nuovi modelli poetici affidandosi a criteri di ordine, semplicità ed equilibrio, e rifiutando quindi le forme più clamorose di trasgressione, sia sul piano tematico che su quello stilistico, propugnate dai marinisti.

La compostezza e l'armonia del mondo classico diventano dunque i nuovi punti di riferimento, originando una poesia aggraziata e lineare, in cui l'esigenza del nuovo è soddisfatta soprattutto attraverso le sperimentazioni metriche che si propongono di assimilare quanto più possibile la poesia alla musica. La poetica della "meraviglia" tipica del gusto barocco non verrà rinnegata dai classicisti, ma realizzata attraverso il vagheggiamento di un mondo di perfezione ideale e di armoniosa ricomposizione di quelle stesse contraddizioni che il marinismo si era invece compiaciuto di esasperare: l'erotismo si trasforma così in languore, il dramma della morte e del disfacimento in nostalgica elegia, i grandiosi scenari naturalistici in sorridenti paesaggi idillici e in ordinati giardini. I più interessanti protagonisti di questa tendenza furono Gabriello Chiabrera, per l'originalità delle soluzioni metriche e la levigata eleganza delle sue rime, e Fulvio Testi, per il recupero di temi politici e civili da gran tempo abbandonati dalla lirica italiana. Un posto a parte occupa Francesco Redi, filosofo e naturalista ma anche letterato, che sa coniugare un prezioso classicismo con una vena cordiale e scherzosa, raggiungendo risultati di grande godibilità.

L'esperienza classicista del Seicento non va sottovalutata: infatti prepara l'ampio fenomeno culturale settecentesco dell'Arcadia, che riconoscerà di avere in essa le proprie radici, e in particolare di averne ereditato lo spiccato gusto per una poesia fondata sull'armoniosa musicalità del verso. Il classicismo supera i confini nazionali soprattutto grazie ai contatti con la scuola poetica francese della Pléiade, alla quale lo avvicina la volontà di creare una poesia moderna e originale attraverso il recupero di argomenti e metri classici.