La contrapposizione tra le due cene che si svolgono a casa di don Rodrigo e a casa di Tonio

La contrapposizione tra le due cene che si svolgono a casa di don Rodrigo e a casa di Tonio, ci fa capire la differenza tra i due ceti sociali: il nobile don Rodrigo e i suoi amici e il povero Tonio e la sua famiglia. Da don Rodrigo la cena si svolge in un "frastuono confuso" di forchette, di coltelli, di bicchieri, di voci discordi che cercavano di sovrastarsi a vicenda. E' un frastuono sguaiato che si addice più ad una bettola che alla casa di un signore. L'abitudine alla sopraffazione si riflette anche nelle discussioni dei commensali. Ciascuno cerca di imporre il proprio parere e le proprie argomentazioni alzando la voce nel tentativo di coprire le parole di chi è di avviso opposto. I commensali di don Rodrigo appartengono ad una classe che malgrado discorra  di cavalleria, ha perduto il senso della nobiltà e persino quelle delle buone maniere: è un'aristocrazia di provincia, goffa e violenta. Nella povera casa di Tonio invece si avverte un senso di calore e di concordia con tutta la famiglia riunita in cucina in attesa che la polenta sia pronta in tavola. Che si tratti di gente umile non c'è dubbio:l'intera cena è rappresentata da una povera ed insufficiente polenta che tutti attendono con ansia, ben sapendo che essa non basterà a soddisfare l'appetito . Ma di fronte alla miseria e alla difficoltà la famiglia rimane unita: attorno al tavolo e al focolare, vediamo proprio tutti, anche l'anziana nonna ed il fratello di Tonio, Gervaso, un ragazzo che oggi definiremmo "handicappato psichico". La solidarietà, che nasce all'interno del nucleo familiare, si apre all'esterno nella generosità verso gli ospiti e quella "piccola luna" di polenta è pronta per essere divisa ancora una volta, a beneficio di qualsiasi ospite. La famiglia di Tonio diviene così il modello di tutte le famiglie contadine, nella quali la povertà è sempre talmente dignitosa da non far mai dimenticare l'innato senso di ospitalità  e di condivisione.