Thomas More 

(Londra 1478-1535) statista e scrittore inglese, noto anche con il nome italianizzato di Tommaso Moro. Dopo essersi laureato in legge all'Università di Oxford, approfondì i suoi interessi per le scienze, la teologia e la letteratura, soprattutto greca e latina. Scrisse varie commedie e nel 1499 decise di farsi monaco entrando nell'ordine dei certosini. Quattro anni dopo abbandonò l'idea e nel 1504 ottenne un seggio al Parlamento. Una delle sue prime proposte fu la riduzione di una somma stanziata a favore del re Enrico VII. Per vendicarsi, questi imprigionò il padre di More e non lo rilasciò fino a quando non venne pagata un'ammenda, e obbligò lo stesso More a ritirarsi dalla vita pubblica. Dopo la morte del re, nel 1509, More rientrò in politica e nel 1510 fu nominato rappresentante della Corona a Londra. Nei dieci anni che seguirono seppe conquistarsi la fiducia di Enrico VIII e più volte gli vennero affidate missioni diplomatiche nei Paesi Bassi. Nel 1518 divenne membro del consiglio della Corona, nel 1523 venne nominato presidente della Camera dei Comuni e poi Lord cancelliere nel 1529. La sua fortuna cambiò quando si rifiutò di appoggiare la richiesta di divorzio di Enrico VIII da Caterina d'Aragona. Gli scrupoli religiosi di More lo resero riluttante ad approvare qualsiasi sfida all'autorità papale: rassegnò le dimissioni da cancelliere nel 1532 e si allontanò dalla vita pubblica. Il re si offese per il suo comportamento e nel 1534 lo fece imprigionare. More fu processato l'anno successivo; rifiutò di sottoscrivere l'Atto di Supremazia, e sostenne invece che il Parlamento non aveva il diritto di sfidare l'autorità papale per soddisfare i capricci del re. Condannato, fu decapitato il 7 luglio 1535. Nel 1935 venne canonizzato dalla Chiesa di Roma. L'opera più famosa di More è Utopia (1516), in cui critica la società e i costumi dell'Inghilterra del suo tempo attraverso il resoconto della vita nell'isola immaginaria di Utopia, dove gli interessi individuali sono subordinati a quelli della società, tutti svolgono un lavoro, l'educazione universale e la tolleranza religiosa sono pratiche comuni e la terra è di proprietà collettiva.