CAPITOLO I

Il capitolo si apre con la descrizione dei luoghi dove si ambientano le prime fasi del romanzo: il lago, i monti che lo circondano, il fiume Adda, la città di Lecco, i paesini circostanti e le stradine che li collegano.Don Abbondio, il curato del paese, passeggia, come d'abitudine, leggendo il breviario, ma ad una biforcazione della strada, nei pressi di un tabernacolo dipinto, vede due loschi personaggi, dal loro aspetto e dal loro portamento, don Abbondio capisce subito che sono due bravi, guardie del corpo dei nobili, ma anche loro sicari. Comprendendo che i bravi stanno attendendo lui, don Abbondio cerca vie di fuga o eventuali testimoni, ma poi, vista l'assenza delle une e degli altri, si avvicina ai due fingendosi tranquillo. I bravi sbarrano la strada al curato e gli impongono, con le minacce, di non celebrare il matrimonio tra Renzo e Lucia. Don Abbondio, spaventato, si dichiara più volte disposto all'obbedienza, specie quando sente il nome di don Rodrigo, il padrone dei due bravi.Ancora spaventato dall'incontro, don Abbondio riprende la via di casa immaginando la reazione di Renzo quando gli avrebbe detto che non avrebbe più celebrato il matrimonio. Giunto a casa propria, il curato chiama Perpetua, la sua serva: una donna decisa, ma un pò bisbetica e pettegola. Dopo qualche esitazione don Abbondio si confida con lei, ma non accetta i suoi saggi consigli. Infine, stremato, va a dormire, raccomandando a Perpetua la massima segretezza.