CAPITOLO IX

I tre fuggitivi approdano sulla sponda del lago opposta a Pescarenico e si accomiatano dal barcaiolo che la aveva trasportati. Guidati da un barrocciaio, i tre giungono fino a Monza su di un carro, qui possono riposarsi e rifocillarsi in una locanda. Dopo un breve pasto Renzo da l'addio alle due donne. Sempre sotto la guida del barrocciaio, le due donne si recano prima al convento dei cappuccini e poi, accompagnate dal padre guardiano, al monastero di monache nel quale sperano di trovare ospitalità. Qui incontrano la monaca di Monza , la madre superiora del convento, che interroga le due donne e il padre guardiano a proposito delle vicende di Lucia, al termine del colloquio concede ospitalità ad Agnese e a Lucia. A questo punto l'autore inizia un flash-back sulla biografia di Gertrude, il vero nome della monaca di Monza. Viene descritta la famiglia di Gertrude e la regola in essa vigente, secondo la quale, tutti i figli, ad esclusione del primogenito dovevano entrare in convento; la prima infanzia di Gertrude e tutti gli espedienti adottati dai parenti per inculcarle l'idea della vita consacrata, l'infanzia e l'adolescenza di Gertrude, la sua educazione nel convento di Monza, i suoi rapporti con le compagne, i primi cenni di rifiuto della vita religiosa. Prima di prendere definitivamente i voti, Gertrude viene ricondotta nella casa paterna, qui viene trattata con indifferenza ed isolata al fine di metterla a disagio e di farle desiderare il convento. Scoperto il suo innamoramento per un paggio, Gertrude viene imprigionata in una stanza. per uscire da quella segregazione, ella si dichiara disposta a scegliere la vita consacrata.