CAPITOLO XVII

Uscito dall'osteria di Gorgonzola, Renzo prosegue il suo cammino nell'oscuritÓ, lungo le strade che, secondo il suo senso dell'orientamento, dovrebbero condurlo all'Adda. Durante il tragitto, i suoi pensieri vanno al mercante e al suo resoconto distorto e calunnioso. Dopo aver oltrepassato alcuni paesi ed aver scartato l'ipotesi di chiedere ospitalitÓ, Renzo si inoltra in una zona non coltivata e poi in un bosco. Qui viene colto da uno oscuro timore, ma, proprio quando sta per tornare sui suoi passi, sente il rumore dell'Adda e si precipita verso il fiume. Non potendo attraversare il fiume, nÚ potendo passare la notte all'aperto, a causa del freddo, Renzo si rifugia in una capanna abbandonata. Dopo aver recitato le preghiere della sera, il giovane tenta di addormentarsi ma alla sua mente si affacciano ricordi dolorosi. Verso le sei del mattino successivo, sullo sfondo di una magnifica aurora, riprende il cammino verso l'Adda. Un pescatore traghetta Renzo sulla sponda bergamasca dell'Adda, di qui in poi il giovane prosegue a piedi verso il paese del cugino. Renzo pranza all'osteria; terminato il pasta, dona le ultime monete che gli sono rimaste ad una famiglia ridotta, dalla fame, a mendicare. Giunto nel paese di Bortolo, Renzo individua immediatamente il filatoio e lý trova il cugino, il quale lo accoglie festosamente, dichiarandosi disposto ad aiutarlo,sebbene i tempi non siano dei pi¨ propizi. I due cugini si informano reciprocamente sulla rispettiva situazione e sulle vicende politiche dei propri paesi. Dopo essere stato avvertito dell'uso bergamasco di chiamare "baggiani" i milanesi , Renzo viene presentato al padrone del filatoio e assunto come lavorante.