Il Concilio di Trento

Gli sconvolgimenti religiosi e la diffusione della Riforma protestante obbligarono la Chiesa di Roma a intervenire con tutta una serie di provvedimenti di carattere politico, istituzionale e teologico. A questa reazione fu dato, nella seconda metà del Settecento, il nome di Controriforma, anche se sarebbe più giusto chiamarla Riforma cattolica, parallela a quella protestante.
Per definire ufficialmente i modi in cui la fede cattolica doveva essere praticata, il pontefice Paolo III Farnese (1534-49) convocò nel maggio 1542 il Concilio di Trento, i cui lavori cominciarono solo tre anni dopo a causa della guerra tra Francesco I e Carlo V per il possesso del Ducato di Milano.

Il Concilio tenne conto sia dei problemi di carattere istituzionale e disciplinare, sia delle questioni dogmatiche e teologiche; le conclusioni vennero pubblicate nel 1563, al suo termine, nella Professione di fede tridentina, la risposta della dottrina cattolica alle tesi di Lutero. Infatti a Trento venne deciso, tra l'altro, che per la salvezza dell'anima non basta la fede ma sono necessarie anche le opere; che tutti i sette sacramenti vanno rispettati; che essere sacerdoti significa avere un'investitura divina espressa attraverso i vescovi; che il papa è il vicario di Cristo sulla terra, e quindi capo indiscusso del cristianesimo il cui primato non può essere contestato.

Con le definizioni dottrinali, il Concilio stabilì anche alcune misure concrete per fermare l'ondata di impopolarità che si era abbattuta sulla Chiesa: ai vescovi fu fatto obbligo di risiedere nelle diocesi e di occuparsi dei problemi spirituali del proprio gregge; a tutti gli ecclesiastici fu imposto l'obbligo di rispettare il celibato.
Dal punto di vista pratico una delle più importanti innovazioni fu l'istituzione del catechismo (dal greco katekhismós = istruzione religiosa a voce) che sarebbe diventato il più importante strumento per divulgare in maniera uniforme la conoscenza dei princìpi della fede cattolica: a tale scopo fu pubblicato il Catechismo romano redatto da una commissione presieduta dall'arcivescovo di Milano Carlo Borromeo.
Nel complesso la Chiesa cattolica uscì rafforzata dal Concilio di Trento, assumendo una forma che è in gran parte quella giunta fino a oggi.