Affissione delle 95 tesi di Lutero

Il 31 ottobre 1517, vigilia d'Ognissanti, il monaco agostiniano Martin Lutero affisse sulla porta della chiesa del castello di Wittenberg un documento contenente 95 tesi (argomenti di discussione) sulle indulgenze. Più che il loro squallido commercio Lutero ne attaccava l'efficacia definendole un'assurdità morale e teologica: se Dio ha imposto un castigo per la remissione dei peccati, solo lui può condonarlo e la Chiesa non ha il potere di forzare le decisioni divine concedendo indulgenze.

La reazione pontificia alle tesi all'inizio fu incerta e si cercò di trattare con Lutero affinché modificasse le sue posizioni, ma nel giugno 1520 con la bolla Exurge Domine, il pontefice Leone X scomunicava il monaco tedesco e ordinava che i suoi scritti fossero gettati al rogo. Nel dicembre di quello stesso anno Lutero sfidò il papa bruciando in pubblico la bolla, manifestando così apertamente la volontà di una rottura definitiva.
Il gesto, che suscitò enorme scalpore, trovò l'appoggio dell'elettore di Sassonia Federico il Savio che convinse il teologo ad appellarsi direttamente all'imperatore Carlo V, cui spettava il compito di rendere esecutiva la sentenza papale. Nella primavera del 1521 Carlo convocò a Worms la Dieta imperiale e in quell'occasione fu chiesto nuovamente a Lutero di sconfessare pubblicamente le proprie idee. Lutero rifiutò e l'imperatore lo bandì come eretico e fuorilegge: chiunque avrebbe potuto ucciderlo impunemente, sicuro dell'approvazione delle autorità.

Di ritorno a Wittenberg, Lutero fu però rapito dagli emissari del suo protettore Federico il Savio e messo in salvo nello sperduto castello di Wartburg, in Turingia. Qui, in dieci mesi di lavoro durissimo, il riformatore preparò la traduzione tedesca del Nuovo Testamento, a cui fece seguire circa dieci anni la traduzione dell'Antico Testamento. Sostenendo la necessità del rapporto diretto tra fedele e divinità, per Lutero era infatti fondamentale che ognuno potesse accedere al testo sacro nella lingua volgare.
Le idee di Lutero dilagarono rapidamente: la città di Costanza -seguita da molte altre- si rifiutò di applicare la condanna imperiale di Worms e adottò il luteranesimo; monaci e monache abbandonarono a migliaia i conventi.