Diffusione della riforma protestante

La Riforma si diffuse rapidamente in quei paesi (come Danimarca, Svezia, Norvegia, Paesi Bassi) in cui il potere era nelle mani della borghesia mercantile e della nobiltà, le classi sociali che maggiormente avrebbero profittato della scomparsa del potere politico della Chiesa, risparmiandosi gli abituali e pesanti tributi al papa.
In Francia ebbe largo seguito il calvinismo i cui proseliti furono chiamati ugonotti, dal tedesco Eidgenosse ("confederato", con evidente riferimento alle origini del calvinismo nella confederazione svizzera).
Un caso particolare rispetto alla Riforma fu costituito dall'Inghilterra dei Tudor, dove Enrico VIII si nominò capo della Chiesa anglicana. Dal punto di vista religioso, la Chiesa inglese più che di una riforma fu protagonista di uno scisma, perché mantenne molti punti in comune con il cattolicesimo. Dei princìpi luterani infatti, conservò solo l'abolizione della supremazia del papa e l'adozione della lingua nazionale che però veniva usata nelle cerimonie del culto annullate da Lutero.

In Scozia invece, grazie alla predicazione del riformatore John Knox (1505 o 1513/14-1572) il calvinismo prevalse nettamente nel 1560, quando stava per riprendere il trono la regina cattolica Maria Stuart. Era una situazione anomala che la Stuarda cercò di appianare conducendo all'inizio una politica di tolleranza religiosa, che non le permise però di vincere l'avversione dei nobili protestanti. Costretta ad abdicare, cercò riparo in Inghilterra, dove venne imprigionata da Elisabetta. Diversamente dall'Inghilterra e dalla Scozia, l'Irlanda si mantenne invece tenacemente cattolica.

In Italia, dove il potere politico era diviso tra lo Stato Pontificio e gli spagnoli presenti in quasi tutta la penisola, la riforma luterana non riuscì a penetrare tra le masse che rimasero saldamente legate alla tradizione religiosa della Chiesa. Unica eccezione fu l'evangelismo, un movimento dal contenuto dottrinale piuttosto eterogeneo che proclamava la necessità di un ritorno alla fede dell'età evangelica. Sul suo solco si inserì Juan Valdés (1490-1541), un letterato e teologo spagnolo sfuggito all'Inquisizione spagnola e trasferitosi in Campania, le cui idee furono fortemente caratterizzate dall'impronta di Lutero. Non giunse alla rottura con Roma, ma dopo la sua morte i suoi seguaci furono perseguitati.