Controriforma: tribunale dell'inquisizione

All'ampia riformulazione e sistemazione delle dottrine e alla codificazione delle norme disciplinari del Concilio di Trento si accompagnò una parallela azione repressiva che esprime più direttamente l'anima dura e battagliera della Controriforma.

Il famigerato tribunale dell'Inquisizione venne accentrato sotto la direzione di una commissione cardinalizia, la Congregazione del Sant'Uffizio, che vigilò sul rispetto delle questioni dottrinali e riorganizzò la censura sulla stampa per evitare il diffondersi di interpretazioni diverse rispetto a quelle fissate dall'autorità ecclesiastica. Nacque così l'Indice dei libri proibiti, un catalogo contenente tutti i titoli delle opere di cui era stata ordinata la distruzione e vietato il possesso e la lettura.

Lo spirito repressivo della Controriforma colpì anche chi a esso si oppose: il frate domenicano Giordano Bruno, uno dei più alti pensatori dell'ultimo Rinascimento, che proponeva la ripresa del dialogo con i protestanti e criticava come frutto di superstizione alcune forme della religione cattolica, fu processato e giustiziato. E in effetti il fenomeno della superstizione era dilagato in tutta Europa: a farne le spese furono soprattutto donne ignoranti e esaltate, bollate come streghe e portate sul rogo, accanto agli eretici, a decine di migliaia.

Vedi anche: Concilio di Trento