Le Crociate Medievali - Sante o affaristiche?


Il nome "crociata" fu adottato principalmente per le spedizioni fatte in Oriente tra il XII e il XIII secolo. Prima per la difesa, poi per la conquista,  infine per la riconquista della Terrasanta quando ritornò  un'altra volta sotto il dominio dei turchi.

Erano ostilità mosse dall'idea di fare una "GUERRA SANTA", così fu chiamata da Papa Urbano II nel 1095  sollecitandola ai fedeli,  con finalità etico-religiose.

"Crociata" e "guerra santa"  furono poi presenti nella sensibilità occidentale oltre la fine del Medioevo, sino a indicare in età contemporanea ogni campagna propagandistica esasperata; e come fatto d'armi normalmente segue ed è una spedizione militare punitiva.

Nell'intervento dell'America nell'ultima guerra mondiale, Eisenhower, scrisse le sue memorie titolandole "La Crociata in Europa". E ultimamente, l'ultimo presidente americano Bush, l'intervento in Irak l'ha chiamato "Crociata contro gli stati canaglia". Forse entrambi non conoscono il significato del termine, e finiscono per fare della gaffes.

Quelle che ora elenchiamo, sono appunto questo tipo di conflitti proclamati dalla Chiesa contro i nemici della cristianità in Terrasanta. Erano guerre mosse "contro degli  infedeli", non accettando la Chiesa Cattolica in altre religioni rivelate, pur monoteistiche (giudaismo, islamismo) un altro Dio, e come Messia riaffermava essere unico il figlio, Gesù Cristo.

Le tre culture,  le tre confessioni si ponevano da alcuni secoli,  come esclusive portatrici di verità assolute ed erano perciò inconciliabili all'interno delle tre religioni.  Nei numerosi contatti avuti, o negli scambi di altro genere non  era possibile evitare le  violenti opposizioni, in ogni contrasto -spesso pretestualmente- riemergevano queste divisioni religiose (e non sono ancora oggi immuni alcuni contrasti con (vere o... supposte - quindi pretestuose) connotazioni religiose, dette fondamentalistiche).
 
Viste dalla parte del fedele cristiano erano granitiche le sue tesi dogmatiche, anche se erano altrettanto discutibili dai discepoli delle altre due religioni. Dunque le iniziative e le finalità etico-religiose delle animosità  predicate dai preti, monaci e nobili cristiani, per promuovere e guidare queste crociate, dall'Europa si misero in moto verso Oriente con l'acceso fervore religioso, anche se dietro esistevano delle motivazioni politiche molto complesse.

C'erano dunque delle motivazioni religiose, ma rovesciando l'angolo di visuale, senza pregiudizi, la crociata era insomma una vicenda della politica internazionale.  Le motivazioni stavano nella vitalità  e nella volontà di conquista degli Europei. L'Europa  affondata ancora nel basso Medioevo, era un continente rozzo, incolto, esuberante e vitale, ma tecnicamente arretrato. La "civiltà" e la potenza non erano più da alcuni secoli nell'Europa cristiana, ma nel Mediterraneo e in Asia Minore. L'Europa era fatta di ducati, di principati, di piccoli regni ("cortili", "pieve", "baronie") mentre in Oriente, turchi selgiuchidi e persiani stavano costituendo grandi stati e dei grandi imperi.
L'Europa, con le crociate, si "sveglia", esce impetuosamente dalle sue frontiere e parte alla conquista di "regni terreni" più che "del cielo".

Infatti le crociate stimolarono il commercio con i territori arabi, portarono profonde modificazioni nell'organizzazione politico-economica dell'Europa; fu stravolto l'impero Bizantino; favorirono l'espansione dei commerci delle Repubbliche marinare, e in prima fila come prima donna, quella di Venezia.

Alcuni storici hanno scritto che è stata la prima manifestazione di forza sulla scena mondiale del continente Europa, che sarà da allora la protagonista  del mondo fino al 1918, quando nell'incapacità gli stati di mettersi d'accordo in "beghe da cortile", crollarono tre imperi, e le vecchie nazioni ne uscirono tutte sconfitte, compresi i vincitori, in quanto la "prima nuova crociata"  che provocò anche la  "seconda crociata" se non causò direttamente - uno spostamento della potenza internazionale dall'Europa all'America da un lato, alla Russia sovietica dall'altro, per rimanere da quel momento in poi -fin dalla "prima crociata"-  i padroni assoluti dell' Europa, e  nella "seconda" anche se alleati, dopo la  "guerra fredda" domineranno solo più gli Stati Uniti. Compimento di un progetto di dominio politico-economico, oltre che culturale,  che sprofonderà  uomini e nazioni  nella melanconia; a vivere le nostalgie di glorie perdute (nella Prima l'Austria, nella Seconda la Francia e la stessa Inghilterra; tutte uscite ridimensionate nella dualistica egemonia di un tempo che fu)
 Saranno del tutto inutili le campagne contro l'americanizzazione del vecchio continente per difendere la propria identità;  pur suscitando questo desiderio angosce contrastanti e reazioni paranoiche di alcune elite politiche e culturali. Ma per motivi generazionali, le nuove leve non si sentiranno affatto minacciate dall'imperialismo americano, per loro è una questione che non ha senso, la nuova civiltà è ormai definita, ed è "quella"! Anche perché "quella" ha la "forza".
 Perfino nella rivolta d'Ungheria, i giovani ungheresi  portarono in trionfo come simbolo "la Coca Cola"! Così a Pechino gli studenti a piazza Tien A-men; e così a Mosca quando un ex capo dell'Urss reclamizzò sotto il Cremlino, la pizza Mac Donald.

Eisenhower, non a caso, pubblicando le sue memorie sulla Seconda guerra mondiale, intitolò il libro Crociata in Europa !  (da notare, fatta da ex europei nei loro luoghi d'origene).

Non solo quindi nelle crociate cristiane, dietro i valori di fede si nascondevano ben altri progetti. Del resto questa volontà di conquista  mercenaria è dimostrata da una circostanze che è molto simile a quelle appena ricordate.  I crociati cristiani d'occidente non esitarono a scontrarsi e a scannare i cristiani d'Oriente. La fede andò a farsi "benedire".

Nella IV, quella del massacro di Costantinopoli del 1204,  i crociati si allearono perfino con gli stessi Turchi. Cioè: i cristiani non esitarono ad allearsi con la parte più radicale dell'Islam - con i "diavoli"  Sciti - per meglio sconfiggere i "diavoli" Sunniti.
(Stessa cosa nella 2nda Guerra M., nel conflitto per la posta in gioco, fu messa da parte l'ideologia, e l'America liberista si alleò con i comunisti bolscevichi; con gli anticapitalisti, cioè "con i diavoli" come li chiamava  Churchill!)

Le crociate si giustificarono  ogni volta con argomenti ideali  e si diedero patenti di nobiltà a chi partecipava a quelle che erano delle vere e proprie imprese  politico-economiche-militari. Insomma una realtà ben diversa dagli epici avvenimenti che misero le radici nell'immaginazione collettiva; con le prediche o le storie  nel lessico quotidiano.

Infatti,  le esigenze organizzative delle crociate, sul piano militare, su quello dei trasporti, degli approvvigionamenti e su quello finanziario, comportarono l'entrata in gioco di disparati interessi che si tradussero poi in aspirazioni al dominio politico e al controllo economico delle terre mediorientali, dei commerci levantini e dell'impero bizantino.

Col termine "crociate", s’intendono quindi le spedizioni religiose, militari e coloniali dei feudatari europei occidentali nei paesi del Mediterraneo orientale, presentate come iniziative essenzialmente religiose ("liberare i Luoghi santi" , "convertire i popoli senza fede" ecc.),  iniziarono alla fine dell’XI sec. e proseguirono sino alla fine del XIII sec.
E spesso certe "crociate" si svolsero anche all'interno della stessa Europa, come nel 1497 quando in Spagna fu istituita l'Inquisizione, per cacciar via i moriscos musulmani e gli ebrei.