Gli Eburoni attaccano le truppe di Titurio e Cotta Bookmark and Share


Testo originale

Ingravescente Eburònum perìculum, ad mediani noctem perducitur inter nostros disputatio: alii ut castra relinquerent et ad legionem tenderent suadebant, alii ut auxilia expectarent, Auctoritate tandem imposuit Titurius sententiam suam: nam adfirmabat nullo cum perìculo ad proxìmam legionem se perventuros esse, longinquà autem obsidione fameni et frigóra non toleraturos. Consumitur vigiliis relìqua pars noctis et quae secum portare cupiunt et relinquere coguntur omnes milites circumspiciunt. Prima luce ex castrìs movent, longo agmine gravibusque impedimentis. At hostes, postquam ex nocturno fremitu vigiliisque de profectione eorum senserunt, opportuno atque occulto loco vallis eorum adventum exspectabant: ex utraque pane subito se ostenderunt atque proelium commiserunt. Tum demum Titurius, qui nihil ante providisset, et trepidare et concursare cohortesque disponere incepit; haec ipsa tamen timide atque temere agebat, quod accìdit iis qui in ipso negotio consilium capere debent. At Cotta, qui praesensisset haec et ob eam causam profectionis auctor non fuisset, nullum artificium omittebat ex quo in re vaierei communi saluti: milites et imperatorem magna voce appellabat et ipse in pugna militis officia praestabat.
Traduzione

Aggravandosi il pericolo degli eburoni, a metà notte si tenne tra i nostri una discussione: alcuni persuadevano a lasciare l'accampamento ed a dirigersi verso la legione, altri di aspettare truppe ausiliarie, per autorità tuttavia Titurio impose il suo parere: infatti affermava che loro stessi sarebbero giunti senza alcun pericolo alla più vicina legione, e che non avrebbero tollerato per molto il peso della fame e il freddo. L'altra parte della notte venne consumata nella veglie e tutti i soldati iniziarono a pensare alle cose che desideravano portare con loro e a quelle che dovevano lasciare. All'alba muovono l'accampamento, con una grande schiera e pesanti impedimenti. Ma i nemici, dopo che capirono della loro partenza dal fremito notturno e dalle veglie, aspettavano il loro arrivo nell'opportuno e nascosto luogo: subito da entrambe le parti si mostrarono e iniziarono il combattimento. Allora finalmente Titurio, come chi non aveva previsto nulla prima, trepidava, correva qua e là, organizzava le coorti, tuttavia queste stesse cose timidamente e da sembrare che tutto gli veniva meno; e questo per lo più è solito accadere a quelli che sono costretti a prendere una decisione nel momento cruciale. Ma Cotta, che aveva riflettuto che tutte queste cose potevano capitare durante la marcia e per tale motivo non era stato l'ideatore della partenza, in nessuna cosa veniva meno alla comune salvezza, assolveva sia i compiti di comandante nel chiamare ed esortare i soldati sia di soldato, nello scontro.

Skuola.it © 2018 - Tutti i diritti riservati - P. IVA: 04592250650 - Cookie&Privacy policy - CONTATTACI
ULTIME RICERCHE EFFETTUATE l arroganza del leone | plinio il vecchio naturalis historia vii 1 1 4 | plinio il vecchio naturalis historia 18 1 4 | non fuit tam inimica natura ut | la nonna il nipotino e il lupo | iulius caesar qui gallos domuerat | knlo | il sentiero dei nidi di ragno | cum magna di nostra molestia | sita carthago sic est sinus est