Guerra africana, 72 Bookmark and Share


Testo originale
[72] Quibus ex rebus Caesar vehementer commovebatur, quod quotienscumque proelium erat commissum, equitatu suo sine legionario milite hostium equitatui levique armaturae eorum nullo modo par esse poterat. Sollicitabatur autem his rebus, quod nondum legiones hostium cognoverat, et quonam modo sustinere se posset ab eorum equitatu levique armatura, quae erant mirifica, si legiones quoque accessissent. Accedebat etiam haec causa quod elephantorum magnitudo multitudoque militum animos detinebat in terrore. Cui uni rei tamen invenerat remedium. Namque elephantos ex Italia transportari iusserat, quos et miles nosset speciemque et virtutem bestiae cognosceret, et cui parti corporis eius telum facile adigi posset, ornatusque ac loricatus cum esset elephans, quae pars corporis eius sine tegmine nuda relinqueretur, ut eo tela conicerentur; praeterea ut iumenta bestiarum odorem stridorem speciem consuetudine capta earum non reformidarent. Quibus ex rebus largiter erat consecutus. Nam et milites bestias manibus pertractabant earumque tarditatem cognoscebant, equitesque in eos pila praepilata coiciebant, atque in consuetudinem equos patientia bestiarum adduxerat.
Traduzione
Cesare era molto preoccupato per questo motivi: perchè tutte le volte che aveva affrontato la battaglia, in alcun modo era riuscito - con la sua cavalleria, ma senza il sostegno della fanteria - ad essere alla pari con la cavalleria nemica e con la loro fanteria leggera [levique armaturae eorum]. Inoltre, non era tranquillo anche per altri motivi: (perchè) egli non aveva ancora potuto valutare (appieno la forza del) la fanteria pesante [legiones], e (dunque) in che modo avrebe potuto resistere qualora anche le legioni si fossero unite alla cavalleria ed alla fanteria leggera (nemiche), già (di per sè) straordinarie.Un altro motivo (di preoccupazione) si aggiungeva, infine: il gran numero e la grande stazza degli elefanti atterrivano i soldati. A quest'ultima cosa, però, aveva posto rimedio. Infatti, aveva dato ordine di far venire dall'Italia alcuni elefanti, tal che i suoi soldati potessero prenderne dimestichezza, e conoscere la fattura e la forza dell'animale, nonché quale parte del loro colpo fosse più vulnerabile, ovvero: poichè un elefante è coperto con bardature ed ornamenti (era necessario informarli) su quali parti del corpo risultassero scoperte, tal che essi potessero dirigere i loro dardi in quel punto. Infine (aveva fatto venire quegli elefanti) affinchè i cavalli (stessi) non ne provassero paura dell'odore, del barrito [stridorem] e della stazza di quelle (bestie), una volta presa familiarità. L'esperimento riuscì perfettamente [traduzione libera di: quibus ex rebus largiter erat consecutus]. Infatti, i soldati maneggiavano le bestie e ne conoscevano l'andamento impacciato [tarditatem]; la cavalleria (si esercitava) sferrando contro di loro dardi appositamente smussati; i cavalli si erano definitivamente abituati alla loro presenza.

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